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mondoeditoria [ deviazioni e depravazioni nel mondo del giornalismo ]
 


























3 aprile 2007


Sfatati i luoghi comuni sul testo nel web: la ricerca di Poynteronline


Il testo scritto non è per nulla destinato ad un ruolo di secondo piano, rispetto ad accattivanti immagini e video.
Spesso chi legge le notizie online non saltella affatto distrattamente, anzi ha invece una capacità di attenzione superiore a quella dei lettori di giornali.
Parola di  Poynteronline , sito dell'omonima scuola di giornalismo Usa,  con due recenti interventi ripresi dall'agenzia Reuters .
Anche se i video sono così intriganti (non tutti ovvio), sul web il testo scritto continuerà ad essere protagonista, dice in un'intervista a Poynteronline, Chris Nodder, esperto di scrittura sul web del Nielsen Norman group.
Chris Nodder resta convinto che nessun audiovisivo possa soddisfare al momento una funzione essenziale dell'interattività del web: quello di scorrere alla ricerca del contenuto che più interessa, come si può fare appunto con un testo. Anche con questo che state leggendo!




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1 febbraio 2007


I giornalisti in guerra, 81 i morti nel 2006

L'organizzazione per i diritti umani Reporters sans frontières (RSF) ha presentato il consueto rapporto annuale sulla situazione della libertà di stampa in 98 paesi e si dice inquieta. Nel 2006 sono stati uccisi 81 giornalisti e 32 collaboratori; 871 sono stati imprigionati, 1.472 minacciati, 912 media censurati e almeno 56 sequestrati. Il 2006 è stato il peggiore dal 1994 quando i giornalisti uccisi erano stati 103.  RSF ricorda tra le altre cose, le azioni giudiziarie contro giornalisti del "SonntagsBlick" (Svizzera) che avevano rivelato l'esistenza di prigioni segrete della CIA in Europa riproducendo un fax del ministero egiziano degli affari esteri.
In italia la maggioranza dei giornalisti siede al desk e compila agenzie di agenzie ripassate da agenzie che ripassano agenzie di giornalisti free lance al fronte come Antonio Russo, reporter di Radio Radicale morto nel 2000 in Cecenia.




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24 gennaio 2007


c'è un ministro appeso ad un Tubo


"Da oggi riferirò con un filmato pubblicato su YouTube di tutte le decisioni prese dal Consiglio dei Ministri".

E' questa la dichiarazione del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro della sua una scelta fatta in nome della trasparenza, per rendere pubbliche tutte le decisioni prese dal Parlamento.
L'annuncio della svolta hi-tech l'ex magistrato lo fa proprio con un video, pubblicato sul suo blog (anche qui è stato un pioniere)
Il ministro già a dicembre aveva affidato a YouTube il suo pensiero sul caso Autostrade.
E qualcuno parla ancora di "par condicio" e reti digitali terrestri e spartizioni delle acque.
Di Pietro dimostra che la comunicazione è ormai "virale" e l'internet regala gli strumenti per comunicare in qualsiasi direzione.
Bravo Ministro (svr)




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19 gennaio 2007


Succede in America....quando i giornalisti fanno BLOG

Il numero di persone che leggono i blog online dei 10 principali siti Internet di informazione americani sono più che triplicati a dicembre rispetto all'anno precedente e hanno registrato un aumento consistente della percentuale di traffico complessivo.
I visitatori singoli dei blog associati ai più grandi giornali online del paese a dicembre sono diventati 3,8 milioni dagli 1,2 milioni di lettori dell'anno prima, secondo i dati forniti dalla società di ricerca Nielsen/NetRating.

I mass media Usa chiedono con sempre più frequenza a giornalisti ed editori di scrivere nei loro blog, per offrire analisi e opinioni informali tramite il formato online in rapida crescita.
E' una delle strategie che utilizzano per tenere stretti i lettori che in Internet possono fare affidamento su un'ampia gamma di scelta in quanto a fonti di informazione.

Nell'ultimo mese dell'anno le pagine dei blog hanno rappresentato il 13% delle visite globali per i siti Internet dei giornali Usa, fino al 4% in più dell'anno prima. I visitatori complessivi dei principali siti Internet di informazione sono aumentati del 9 %, toccando quota 29,9 milioni. Circa il 60% dei lettori dei giornali online sono stati uomini, mentre la percentuale di lettori dei blog d'informazione è salita del 66%. Il record di visite per i principali siti di informazione statunitensi appartiene al giornale online di punta del New York Times, che ha registrato 13,2 milioni di visitatori singoli.




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11 gennaio 2007



Bersani sulle libere professioni:

«Per parte mia mi sono preoccupato di avere norme che diano spazio a una riforma vera, che riducano gli ordini all'essenziale, che introducano le associazioni di professionisti, che abbassino le tariffe e aprano ai giovani. L'importante è che queste norme non vengano castrate e indebolite, altrimenti i prossimi decreti delegati saranno inutili».
Dal canto mio invece spero solo che faranno fuori l'ordine dei giornalisti!
Un giornalista è colui che viene pagato per scrivere sui giornali, come uno scrittore è uno che viene pagato per scrivere libri, un poeta per scrivere poesie, un magnaccia per sfruttare le prostitute. Non c'è nessun esame per i magnaccia non capisco perchè ci deve essere una scuola e un esame per i giornalisti! (svr)




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5 gennaio 2007


Non c'è pace per i format, provocare un crimine per raccontarlo, succede in america

Negli Usa spopola una trasmissione tv che stana i pedofili.
Nasce la pre-crimine, teorizzata da scrittori di fantascienza come Gibson.
       
Cowboy fuorilegge e inseguimenti in auto ripresi dall’elicottero fanno ormai parte del passato. Nel nuovo fronte della caccia al wanted negli Usa, la parte dei cattivi la fanno i pedofili nascosti dietro un monitor. Quella dei buoni, un sito amatoriale che lavora in collaborazione con la polizia e la tv, usando come esca dei volontari che si fingono adolescenti, e trasformando la caccia al pedofilo in una gogna pubblica che incolla al teleschermo gli americani. Ma che ha attirato su di sé anche diverse critiche.
 
Una schermata del sito Perverted JusticeL’idea. Tutto è partito nel 2003 dalla creazione di Perverted-Justice.com, sito nato da un’idea di Xavier Von Erck, un ragazzo 27enne cresciuto con la madre, scappata dal marito alcoolizzato. Quello che all’inizio era il blog di un aspirante cacciatore di sporcaccioni è diventato una formidabile macchina stana-pedofili, cresciuta fino ad arruolare 65 adescatori volontari e oltre 43mila utenti registrati sul suo forum. I volontari si costruiscono un falso profilo su una chat, fingendo di essere ragazze (o ragazzi) di 12-14 anni. Se un adulto lo contatta, il volontario sta al gioco. E se l’altro comincia a fare allusioni, la finta adolescente cerca di spingerlo a frasi compromettenti, che vengono registrate per poter essere utilizzate come prova. Da lì a un appuntamento a casa della ragazzina il passo è breve.
 
La sorpresa. Solo che la casa in questione, in realtà, è un’abitazione con decine di telecamere nascoste e adibita a studio televisivo, con i poliziotti che attendono nascosti e un giornalista televisivo della Nbc pronto con il microfono. Appena il malcapitato entra in casa, gli agenti lo ammanettano e il giornalista salta fuori bombardandolo di domande come “Non ti vergogni di quello che stavi per fare?”. La reazione di questi uomini – dal ragazzo di venti anni al panciuto camionista di sessanta – varia: alcuni resistono all’arresto, altri rimangono di sasso, altri ancora si difendono negando di essere venuti per fare sesso.
 
In onda. Il tutto confluisce poi nella trasmissione To Catch a Predator (“acchiappa il predatore”), parte del programma giornalistico Dateline, dove i conduttori non lesinano aggettivi negativi per gli arrestati. Finora le 11 puntate della caccia al pedofilo hanno avuto un’audience media di 9,1 milioni di spettatori, e altre sei sono in preparazione. Per il fondatore di PJ è una manna: la Nbc lo paga circa 70mila dollari per ora di trasmissione. E lui, che non rivela il suo indirizzo di Portland per paura di ritorsioni, vuole espandere l’attività del sito al Canada. Nonostante sia ormai conosciuto, PJ continua intanto a mietere vittime. I 113 condannati in quattro anni sono stati trovati colpevoli di reati che vanno dalla condotta impropria, al possesso di materiale pedopornografico, all’adescamento di minore, con pene fino a dieci anni di reclusione.
 
"Dateline Nbc" pubblica alcuni estratti delle conversazioni tra il pedofilo e l'escaLe polemiche. Ma le critiche non mancano. Secondo Corrupted-Justice.com, che denuncia gli abusi del sito di Von Erck, quasi tremila innocenti sono stati “molestati” dai volontari di PJ. Che a volte, per altri critici, portano per primi sul discorso del sesso gli adulti incrociati online. I condannati hanno cercato di usare questa attenuante in aula, ma mai con successo. Altre critiche si concentrano sulla pubblicazione dei dati personali degli arrestati, un errore che secondo Van Erck appartiene al passato (però le foto ci sono ancora). Ma il terrore della messa alla berlina, anche prima di essere condannati, rimane. E il mese scorso un magistrato di 56 anni che era stato colto in fallo da PJ si è ucciso con un colpo di fucile alla testa, quando la polizia ha bussato alla porta di casa sua, nel Texas. Fuori, ad aspettare il momento dell’arresto, c’erano le telecamere della Nbc.




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20 dicembre 2006


editoria a pezzi: senza firme e l'ignoranza della S.Ventura

Le firme scioperano, le facce no

Simona Ventura domenica a "quelli che il calcio", deve presentare gli ospiti della giornata, arrivato il turno del buon Marco Civoli, si inceppa e pensa che non si possa dire i loro nomi!!! Lo chiama uno che ha vinto un mondiale di calcio quest'estate!
Stessa cosa fa con Giampiero Galeazzi a tutti noto come Bisteccone, a tutti tranne alla Ventura che propone GP.
Intanto lo sciopero delle firme sui giornali, non è uguale per tutti i giornalisti, io per esempio che leggo Travaglio, la sua firma la trovo sempre, se non altro per lo stile, ma sopratutto perchè cura la rubrica sull'Unità dal titolo Uliwood Party.
Stessa cosa per le rubriche del Corriere della Sera. Qualcuno però sostiene che l'assenza di firme faccia bene, a quei giornalisti ipocriti che possono per esempio per qualche giorno fare il "Travaglio" della situazione e slacciarsi un pò di più con i lettori e un pò di meno con i politici.
Sempre a proposito di Travaglio e di Quelli che il Calcio, abbiamo scoperto proprio domenica durante la trasmissione che il noto "Marco" ha un fratello Travaglio "attore" , ma niente la Ventura incredula (e in mente sua pensava troppo brutto per essere veramente il fratello del "buon" Marco).
Il "gaio" Pino Strabioli, che curava il collegamento dal Teatro della Luna di Assago, ha dovuto "strabulare" gli occhi più volte alla Simona per intendere che non era una battuta ma la pura verità.


nella foto Marco Travaglio nello studio tv di AnnoZero




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29 novembre 2006


editoria a pezzi: Corriere della Sera vs Libero

Una mia nuova rubrica sull'editoria a "pezzi"

Ieri ho letto il Corriere della Sera, che trovo da anni il migliore quotidiano italiano, se non altro perchè è quello ritenuto dalla maggioranza delle persone il "miglior quotidiano italiano", e fin quando ci sarà un consenso di questo tipo restà al di là delle recenti polemiche sulla proprietà il quotidiano più autorevole ma sopratutto meglio confezionato.
Ne è la prova appunto nel numero di ieri, il giornale è uscito senza firme dei giornalisti per le proteste sindacali in corso, ma le firme le si riconosceva dai contenuti, mentre leggevo mi venivano in mente i nomi dei giornalisti ad uno ad uno.
Ahimè invece quando leggo Libero, mi viene in mente solo la faccia di Feltri, bhe lui è intelligente, scuola Montanelli, e mi chiedo tutti i giorni perchè si presta a mettere la faccia in così tanta schifezza di giornalismo.
Rostagno, Cesare Lanza, le lettere al giornale finte, tutte quelle sigle, quegli articoli firmati con nomi inventati, citazioni senza uscita, parolacce, titoli che contraddicono articoli e articoli che contraddicono spesso i titoli e via via di peggio.

nella foto V.Feltri nella sua mise più riuscita, ovvero vestito come noi italiani immaginiamo un inglese a caccia di quaglie

nota: lo so questo pezzo fa schifo, sul Corsera non può proprio stare, ma su Libero forse Vittorio un pensierino ce lo farebbe, su fai il bravo caccia Rostagno e assolda me (cioè Rostagno viene pagato per vedere la televisione la notte? fa solo questo al giornale o pulisce anche i cessi?)




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28 novembre 2006


stronzate

Il quotidiano La Stampa vende il 25% in più in media in questi primi cinque giorni di nuovo formato. Lo ha affermato John Elkann, vicepresidente della Fiat e presidente di Itedi, la societa' editoriale del gruppo.

Sarei curioso di sapere a chi ha sottratto i lettori La Stampa, grazie al nuovo formato!

Eh si perchè i lettori in Italia sono quelli e stra-contati e il loro numero non aumenta da 30 anni a questa parte!

Bastasse solo un nuovo formato per salvare la "stampa" italiana!!!




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21 novembre 2006


Totò, i blog e la carta di Treviso

Qualcuno reclama una carta di Treviso per i blog, che sciocchezza!!

La Carta di Treviso, ossia il documento (che fa parte integrante della deontologia giornalistica) sulla tutela dei diritti dei minori nell'informazione, si adegua anche ai nuovi mezzi di comunicazione. Dopo il testo originale del '90 e l'aggiornamento con il Vademecum del '95, il Garante della privacy ha approvato un testo sottoposto dall'Ordine nazionale dei giornalisti, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 13 novembre.

Se sull'inutilità di tale carta eravamo pressocchè d'accordo fin quando ha riguardato i media tradizionali, figuriamoci per i new media.

I new media sono wide per definizione, chiunque può imbattersi in qualsiasi tipo di informazione proveniente da qualsiasi parte del mondo.

Una legge per quanto attuale possa essere non sarà mai al passo dello sviluppo delle nuove tecnologie, la miglior tutela dei minori la si ha attraverso una corretta educazione da parte dei genitori, sarebbe troppo facile delegare ai legislatori, che possono scrivere le più buone e belle leggi del mondo, ma che restano di difficile applicazione.

Una carta di Treviso per i blog? Mi verrebbe di rispondere come risponde Totò al comandante tedesco che gli intima il fatto di avere carta bianca, Totò nelle vesti di un comandante dell'esercito italiano nella seconda guerra mondiale gli giustamente risponde: lei ha carta bianca?.e ci si pulisca.. il c***.




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